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Trekking a Lefkada

L’isola di Lefkada si presta particolarmente per il trekking.
Tra le passeggiate che si possono fare suggeriamo i seguenti itinerari:

1. Capo Lefkas: lungo la direzione che porta al famoso dirupo di roccia bianca, a picco sul mare, dal quale domina il faro, si ritrovano numerosi sentieri di terra battuta. Qui sorgeva l’antico tempio di Apollo. La zona è molto isolata: tranne che durante i mesi estivi in cui si ha il passaggio di alcune auto, si possono percorrere chilometri senza vedere abitazione o persona. Si consiglia quindi prudenza durante le camminate e di dotarsi della giusta attrezzatura. L’impressione che si prova durante il persorso è di totale estraneità dal mondo e di fusione con la natura. Durante i mesi estivi attenti al caldo!!

2- Interno di Lefkada: numerose sono le strade, per lo più inerpicate, dell’entroterra dell’isola, che ben si adattano al trekking. E’ sufficiente munirsi di una piantina e, con un po’ di fantasia, si possono inventare numerosi itinerari tra i villaggi, alla scoperta di una Grecia ancora autentica e poco turistica, ritemprandosi con delle soste nelle numerose taverne in cui ci si imbatte. Per i veri amanti del trekking si può organizzare un tour di Lefkada a piedi programmando delle soste in hotel e appartamenti dell’isola.

3-Eglouvi: giungendo al villaggio montano, fino alla chiesetta di Aghio Donatos si può scegliere tra due sentieri sterrati. Il primo, sorpassato un vecchio paese fantasma di pietra, conduce al monte Pirgos, la seconda vetta più alta di Lefkada dopo il monte Elati. Durante la primavera l’altopiano che ci si presenta è molto fiorito, ricco di farfalle e di api delle vicine arnie. Non è raro imbattersi in greggi di pecore e capre che i pastori portano a brucare nei campi.
Il secondo sentiero, con panorama simile, porta al villaggio di Chortata.
Sempre partendo da Eglouvi vi è un’altra stradina sterrata che conduce alla chiesetta di Aghios Nikolaos.

4- Cascate di Nidrì: svoltando verso l’entroterra (si trova l’indicazione “waterfalls“) si inizia la camminata lungo la strada asfaltata. Si costeggia un ruscello, per qualche chilometro, tra il verde degli ulivi. Il luogo è fresco e, mano a mano che vi ci si addentra, si scorgono imponenti alberi che ombreggiano: eccoci nel canion di Dimosari. Si supera il villaggio di Rachi e si giunge in un piazzale ove coloro che si servono della vettura posteggiano. Da qui inizia una stradina sterrata che porta alle cascate, che formano dei laghetti sottostanti di colore blu intenso, nei quali alcuni turisti fanno il bagno. Attenzione al percorso perchè le rocce sono un po’ scivolose. Da visitare prima dei mesi estivi (giugno); dopo sono in secca.

5- Lago di Maradochori: dal villaggio montano e rurale è possibile imboccare diversi sentieri, uno dei quali porta ad un lago.

6- Laguna di Lefkada città: lungo la spiaggia di Aghio Ioannis, si percorre il perimetro della laguna; si giunge al ponte mobile e si ritorna per la strada principale, lunga striscia di terra in mezzo al mare.

7- Penisola di Geni: arrivati a Vlicho (il paese dopo Nidrì) si imbocca il bivio verso sinistra. Si percorre la strada principale e poi si svolta ancora a sinistra, lungo un sentierino di terra battuta. Ci si imbatte nella tomba di Dorpfeld, noto archeologo tedesco; sua la tesi secondo cui la vera Itaca omerica fosse Lefkada. Più avanti la stradina termina con l’affascinate chiesetta di Aghia Kiriakì, tutta bianca, posta su un piazzalino che si butta nel mare. Ci si ferma per ammirare la veduta di Nidrì, che compare distesa di fronte.

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